Rocca di Quintosole

Baluardo dell'Ordine dell'Amaranto e della Rosa Nera
 
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 Lo specchio d'acqua

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JulyaZ
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MessaggioTitolo: Lo specchio d'acqua   Gio Dic 29 2011, 13:21

 
 


Ti avvicini con passo sicuro allo specchio d'acqua per dargli un occhiata più da vicino. Il sole si riflette nelle acque, impedendoti di scorgere il fondo. Ad ogni modo, viste le dimensioni, non sarà più profondo di mezzo metro. Nel gioco di luci, noti un lieve ribollire. Dev'essere acqua sorgiva.

Istintivamente, levandoti il copricapo, ti chini ad assaporare quest'angolo di natura incontaminato. Immergi la tua mano nell'acqua freschissima e, inginocchiato sulla riva, ti protendi per dissetarti...
Buffa la vita: un istante prima ti stai godendo il profumo dei campi, un istante dopo ti ritrovi ad annaspare in uno stagno cercando di aggrapparti alla riva. Eh si, pare proprio che il terreno abbia ceduto e che tu non abbia mai imparato a nuotare. O forse sono le tue vesti, gonfie d'acqua, che ti impediscono di farlo efficacemente. Quello che è certo, è che stai continuando ad affondare. Boccheggi, ti agiti, fissando terrorizzato la superficie scossa dell'acqua, così luminosa e cangiante, vista dal profondo. Ma così lontana...

Che peccato, per una persona del tuo valore, abbandonare questo mondo in un un modo così stupido. Arreso di fronte all'ineluttabilità degli eventi, chini il capo a guardare il fondo, dove ti sembra di scorgere una flebile luce, prima che i tuoi occhi si chiudano del tutto, perdendo conoscenza.

Tutto è nero e silenzioso, intorno a te. Quando una voce femminile, lontana e ovattata, rompe il silenzio:

«È morto?»
«Non ne ho la più pallida idea»
le fa eco una voce maschile.
«Proviamo a svegliarlo...» prosegue la voce femminile.
Qualcosa ti colpisce al fianco sinistro, il che ti porta a spalancare gli occhi, che vengono invasi dalla luce di quel luogo.

«Che grazia, Giulia!»
China su di te, una giovane ragazza mora con un paio di vistosi occhiali sul naso, ti tende la mano per aiutarti ad alzarti. Afferri la sua mano e ti tiri in piedi contemplando ciò che ti si presenta davanti.
O, per meglio dire, ciò che non si presenta! Tutto ciò che vedi è un pavimento bianco, intorno a te solo una luce bianca e diffusa di cui non riesci a scorgere la fonte. Le due figure che parlavano poc'anzi ora ti stanno osservando, sorridendo. È ancora la ragazza a chiederti:
«Va meglio?»
Ignorando la domanda che ti è stata posta, ancora guardandoti intorno in cerca di un appiglio, domandi: «Dove mi trovo?»
A risponderti è un robusto ragazzo dalla barba incolta: «Non ne ho la più pallida idea ma, ovunque tu sia, hai un computer di fronte!» la sua risposta ti sorprende non poco.

Stai per replicare, quando riprende a parlarti.

«Allora, procediamo con ordine: presentazioni! Io sono Andrea e sono il player di Dreean. La dolce fanciulla che ti ha gentilmente svegliato con un calcio, invece, è Giulia, la player di JulyaZ». Tira un secondo il fiato, poi prosegue.
«Perdona se non siamo andati per il sottile ma, in effetti, l'unico modo per mettere in comunicazione due mondi, come la narrativa in ogni sua espressione ci insegna, è quello di utilizzare un elemento purissimo. In effetti, avrei preferito manifestarmi sotto forma di roveto ardente, tuttavia mi è stato fatto notare che si tratta di un espediente narrativo poco originale, quindi ho optato per l'acqua. Anche se delle capsule da inghiottire tipo Matrix o delle macchine tipo Il Tredicesimo Piano...»
«Stai divagando!» lo interrompe, bruscamente, Giulia.
«Ops... ok, torniamo nel seminato. Sei qui perchè ci pareva giusto spiegarti brevemente qual è la nostra filosofia di gioco ed il concept alla base dell'Ordine, in modo che tu possa decidere in totale autonomia se essere dei nostri. L'obiettivo principale, visto che di gioco si tratta, è quello di divertirsi!» dice, enfatizzando il concetto agitando le mani.
«Aldilà dei tastini che cliccheremo per far adempiere al nostro PG il proprio dovere, vorremmo vedere del buon gdr tenendo i personaggi lontani dai contesti classici imposti regolarmente nelle piazze. Una terza via, insomma, nella quale muoversi aldilà delle correnti.»
«Esatto, quindi...» è Giulia ad interromperlo «Scordati da subito lo stereotipo classico del cavaliere senza macchia e senza paura, che è tanto datato quanto banale. Abbiamo deciso di dare un taglio fuori dall'ordinario a ciò che stiamo fondando. La condotta comportamentale non sarà affatto ascetica e il nostro profilo medio sarà... ehm... diciamo sopra ai toni!» esclama, con un largo sorriso.
«Infatti...» riprende Andrea, ignorando il disappunto di Giulia «il Cavaliere classico è una sorta di asceta: buon fedele, rispettoso delle feste e dei divieti, si astiene dalla carne, dal vino e dagli altri piaceri fisici. Diciamo che è, almeno di facciata, una sorta di "prete con la spada", tant'è che spesso gli Ordini Cavallereschi derivavano da una costola di Ordini Monastici (per esempio, i celeberrimi Templari erano di derivazione Cistercense). La Rosa Nera, invece, è un gioioso seguace della via eroica o viryaca (da Vīrya, celebri eroi semi-divini del Rigveda). L'Eroe è colui che ha domato i sensi e la mente. È dotato di cuore puro, poiché la sua audacia e spirito di avventura sono mezzi di ricerca interiore.
I principali nemici della vita mistica sono, infatti, l'incertezza, il dilemma, lo scrupolo e il dubbio, che implicano il conflitto tra due forze opposte e producono, di conseguenza, dispersione di energia. Nulla estirpa il dubbio come trasgredire i divieti principali cui sono soggetti i Cavalieri ortodossi: carne, alcool e unione sessuale. Il vero seguace della Via Eroica è colui che a questi divieti si dedica, che gioisce dei piaceri della vita senza divenirne schiavo. Infatti, per chi trascende ogni desiderio, il godimento, se non è il fine perseguito, non diviene mai un ostacolo; anzi, permette di liberarsi, perché come ogni manifestazione dell'energia, può trasformarsi in potenza spirituale.»

«Stai cercando di addormentarlo a morte? Perché con me ci sei quasi riuscito!» taglia corto Giulia, ricevendo in risposta un'occhiataccia torva da Andrea.
«Nulla ti vieta, comunque,» prosegue, ignorando la ragazza «di creare una frangia ascetica interna all'ordine e di lottare per rovesciare il Coronato! È sempre il gdr che conta...» conclude.
Dopo una breve pausa, aggiunge:
«Bene, penso tu possa andare, ora! A te la scelta se bussare ed entrare oppure tornare sui tuoi passi. Qualunque cosa tu decida, buon gioco!»
Frastornato ed inebetito da ciò che così rapidamente è avvenuto, esclami: «Ma come? Il mio pg è affogato!»
«Uff... più attenzione per i dettagli!» dice Giulia, sbuffando. Poi prosegue.
«Lo specchio d'acqua era profondo circa mezzo metro, non ricordi? Appoggia i piedi e alzati!»
Una risata corale tintinna nelle tue orecchie mentre il buio più totale prende, improvvisamente, il posto di quel luogo luminoso.

Tra alti schizzi, ti sollevi al centro dello stagno, tossendo vigorosamente. Bagnato fradicio, ti guardi intorno, smarrito. Fortunatamente, nessuno ha assistito alla scena, altrimenti le risate sarebbero giunte fino a Milano.
Con aria mesta, esci dallo stagno e ti appresti ad asciugare al sole le tue vesti fradice.
Curioso... nella testa hai come l'impressione di aver fatto uno strano sogno nei pochi istanti in cui sei stato immerso. Chissà. Non pensarci, ora. Sarà meglio cercare un bel fuoco caldo, invece.


 
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